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Europei 2024, l’Italia perde per 1-0 contro la Spagna e il suo calcio stellare

La superiorità tecnica e fisica delle furie rosse non lascia spazio né campo alle indecisioni azzurre

La sfida tra Italia e Spagna agli Europei di calcio 2024 in Germania lascia l’amaro in bocca. Non solo per la sconfitta ma anche perche la trama del match racconta tutte le incertezze di una Nazionale azzurra che non ha ancora le spalle abbastanza solide.

La partita

Il ct Luciano Spalletti propone la stessa formazione dell’esordio con l’Albania, nel rispetto del detto “squadra che vince non si cambia”.

Sull’altro fronte c’è anche Yamal, il giocatore più giovane ad aver debuttato in un Europeo, con i suoi 16 anni. È un talento sbocciato nella cantera del Barcellona.

Il primo tempo

Dopo nemmeno un minuto e mezzo la Spagna fa provare il primo brivido all’Italia, con il colpo di testa di Pedri nell’area piccola che il portiere Donnarumma riesce a sventare.

I primi minuti non sono rassicuranti. Gli iberici impongono subito sia il loro gioco sia la loro velocità, unita alla tecnica. Gli Azzurri cercano di farsi trovare pronti e di spegnere il ritmo avversario con il palleggio quando possibile. Solo a tratti sembrano prendere coraggio.

Intorno al decimo minuto le furie rosse sfiorano di nuovo il gol, con un altro colpo di testa, stavolta di Nico Williams. Tra il 23esimo e il 24esimo minuto Gigio Donnarumma ci mette altre due toppe abbastanza decisive, su Morata e Fabián Ruiz.

Al doppio fischio dell’arbitro non è pervenuto nemmeno un tiro tricolore nello specchio della porta iberica.

Il secondo tempo

Escono Frattesi e Jorginho, entrano Cambiaso e Cristante, che rimedia un’ammonizione dopo venti secondi.

In meno di 5 minuti si rinnova il copione della prima frazione, gli Azzurri rischiano di andare nel pallone.

Pedri si trova la sfera sul piede destro, appena fuori dall’area piccola, ma per fortuna sbaglia. Ci riprova con un tiro da più lontano poco dopo, Gigio para.

È una sorta di assedio e la rete per la Spagna arriva attraverso l’autogol di Calafiori sul cross di Nico Williams. Uno a zero e l’Italia non c’è.

A quel punto, dopo una traversa che trema ancora adesso, l’intensità iberica si attenua in maniera leggera, controllata e graduale. Gli Azzurri non appaiono in grado di approfittarne.

Negli ultimi minuti viene fuori un po’ di carattere, anche grazie ai nuovi entrati – Retegui, Zaccagni e Raspadori, a tentare il tutto per tutto -, ma non basta e forse è troppo tardi.

C’è giusto il tempo per almeno altri due miracoli di Donnarumma, capaci di limitare i danni.

Pensieri a caldo

Prima del match, mister Spalletti aveva detto che la Nazionale non si sarebbe potuta permettere di lasciare il pallino del gioco nelle mani della Spagna e invece è proprio quello che è successo.

Risulta piuttosto evidente il fatto che gli iberici siano una spanna sopra, sul piano sia fisico sia tecnico. Al contempo emergono tutta la fragilità e forse anche l’inesperienza di un’Italia giovane.

È un girone tosto e difficile in un Europeo in salita. La prossima partita, lunedì 24 giugno, sarà contro una Croazia disperata, ferma a un solo punto. La buona notizia è che basta un pareggio.

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