14.9 C
Milano
giovedì, Giugno 13, 2024
HomeMusicaLiveVasco Brondi, Brunori, Michielin, Cognetti: "Non a Berlino ma a Carpi!"

Vasco Brondi, Brunori, Michielin, Cognetti: “Non a Berlino ma a Carpi!”

Un bel pomeriggio di musica e parole, all’insegna della Liberazione, in una piazza bellissima. Con alcuni duetti d’eccezione

La Costellazione 25 Aprile di Vasco Brondi splende su Carpi, su una Piazza dei Martiri grandissima e soleggiata, su centinaia e centinaia di persone venute a festeggiare la Liberazione a suon di musica e parole.

La voce sempreverde di Nada

Nada, una cantautrice che l’Italia non celebra mai abbastanza, apre le danze con la sua voce e con un concerto semi-acustico insieme al chitarrista polifonico Andrea Mucciarelli.

“Bisogna ricordare di tenere sempre d’occhio e proteggere la nostra libertà, che non è così scontata”.

Nada, sul palco

Le sue canzoni, le atmosfere alla CCCP nelle loro terre, l’omaggio a Franco Battiato con “Venezia-Istanbul”, il canto popolare “Maremma amara” ma anche il suo eterno “Amore disperato”.

Vasco Brondi, un segno di vita

Annunciato da una potente scarica elettrica sul palco, con una bella maglia rossa sotto al cappello, è il momento del direttore artistico della giornata Vasco Brondi, già “Le Luci della centrale elettrica”.

“Arrivano i nostri”, arriva come un segno di vita a illuminare tutto, con la felicità di condividere il 25 aprile, con le parole urgenti di Italo Calvino, con la voglia di ballare e con lo storico chitarrista e co-autore di Jovanotti, Riccardo Onori, nella band.

Il primo duetto è proprio con Nada, come nell’ultimo disco. Poi la prima lettura con la scrittrice Silvia Ballestra, l’amico e “maestro spirituale” Massimo Zamboni (CCCP, Csi, solista) con le parole di Carlo Levi e con il Breviario Partigiano per il secondo duetto, contro la paura che ogni 25 aprile sia l’ultimo.

Da Ferrara a Carpi è un attimo, anche in treno – ricorda Vasco – per scoprire che sono uguali, magari cercando un centro di gravità momentaneo: “La terra, l’Emilia, la Luna, io e te…”.

La scaletta scorre. “Cara catastrofe”, “Quando tornerai dall’estero” e “I destini generali”: “È solo un momento di crisi di passaggio, che io e il mondo stiamo attraversando…”.

Francesca Michielin ha dimenticato il vestito a casa ma ha portato tutta la voce, per “Cattive stelle” e “Il mio canto libero” di Lucio Battisti.

L’ospite che ha fatto più strada di tutti, dalla Calabria, è Brunori Sas e l’ha percorsa con il suo enorme carico di ironia: “Questa canzone si intitola ‘L’uomo nero’, l’ho scritta quando c’era qualche pericolo di derive politiche a destra, per fortuna ora questo rischio non c’è più”.

La piazza ride e accoglie con gioia e stupore il loro duetto successivo: si trasformano in Francesco De Gregori e Lucio Dalla e intonano “Cosa sarà”.

Paolo Cognetti legge il ritratto scritto da Primo Levi su Sandro Delmastro, il primo caduto del Comando Militare Piemontese del Partito d’Azione.

Così si può celebrare in pace e allegria il 25 Aprile, così si può cantare ancora una volta in coro “Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica!”, nel modo più bello, stando semplicemente insieme in carne e ossa: “È bello vedersi aldi là degli schermi, la più bella tecnologia, a quattro dimensioni”.

Articoli Correlati

POPOLARI