Annalisa lancia una molotov, canta De André e riaccende il tour

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Tananai e Annalisa, Storie brevi
Tananai e Annalisa, Storie brevi

Ripartire da Genova, per un’artista ligure, non è mai una data qualunque. È un ritorno alle origini, un confronto diretto con la propria storia, con il proprio percorso. Annalisa lo sa bene e, davanti a 4.500 persone nello Stadium della Fiumara sold out, inaugura il secondo capitolo del suo tour “Ma noi siamo fuoco” con uno show che è insieme celebrazione e nuovo ciclo. Genova, racconta la voce carcarese, è una città dove è cresciuta come spettatrice, tra concerti vissuti sotto palco come quelli dei Subsonica e sogni coltivati negli anni. Oggi quei sogni si trasformano in un live corposo che riprende la struttura già rodata nei palazzetti, ma si arricchisce di dettagli, suggestioni e nuove libertà espressive. L’apertura è ormai emblematica: Annalisa compare sul ledwall mentre lancia una molotov che incendia simbolicamente il palco.

I ballerini entrano incappucciati, evocando un rituale arcaico, mentre la scenografia si sviluppa attorno a una struttura che richiama una porta a forma di fiamma. Il rosso fuoco domina, soprattutto nei momenti più esplosivi, alternandosi a un blu più intimo e profondo che accompagna brani come “Il mondo prima di te”, dove risuona il verso “siamo montagne a picco sul mare”, e “Tsunami”, con altri richiami diretti e marini alla sua terra. Annalisa è sempre più dentro il ruolo di pop star: balla, guida le coreografie, trascina il pubblico, canta in modo impeccabile. Su “Avvelenata” il palazzetto salta compatto, mentre lo show diverte e dissemina riferimenti e citazioni. In “Delusa” si percepisce un’eco dei Prodigy, in “Emanuela” di Moroder, e non è l’unico gioco musicale: la cantautrice riesce persino a far convivere nello stesso spettacolo “Sweet Dreams” degli Eurythmics con “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, scelta come omaggio a Genova. È uno dei momenti più intensi, accompagnato dal piano, delicato ed emozionante.

Dal punto di vista sonoro, il live trova equilibrio tra elettronica e strumenti suonati. Lei, tecnicamente, è una macchina precisa: passa con naturalezza dal medley al piano alle hit come “Mon Amour”, “Sinceramente” e “Bellissima”, quest’ultima trasformata da una parte di pubblico in un coro da stadio sponda genoana, fino al nuovo singolo “Canzone estiva”, ambientato tra sacro e profano, con una scenografia che la vede cantare dentro una chiesa con tanto di "alleluia". Proprio questo immaginario ha avuto un curioso riflesso tra il pubblico: molte fan si presentano vestite da suora, giocando con quell’ambiguità tra devozione e provocazione che il brano mette in scena. Lo spettacolo ha vari momenti spericolati: “Indaco violento” esplode in un finale elettronico fuori controllo, in "Stelle" vola, in “Amica” prende forma su un letto in fiamme, mentre in “Esibizionista” Annalisa appare sul led con una pistola in mano, come una versione pop di Lara Croft.

Elementi che potrebbero risultare eccessivi, ma che in realtà restano perfettamente in piedi grazie a una presenza scenica sempre più solida e consapevole. L’unico appunto: alcune coreografie sono molto marziali, i danzatori, ottimi professionisti, sono maggiormente dentro lo show quando rimangono più liberi. La chiusura è affidata a “Io sono”, sigillo di un concerto lungo oltre due ore, che tiene insieme intrattenimento e identità. Uno show stratificato, ambizioso, capace di mescolare linguaggi e suggestioni diverse che riesce nell’intento che dovrebbe essere più semplice, ma che in realtà risulta più difficile: divertire. E soprattutto è capace di confermare come Annalisa abbia definitivamente acceso, ma forse consapevolmente mai voluto domare, il proprio fuoco.

Scaletta:
Ragazza sola
Chiodi
Bye bye
Il mondo prima di te
Nuda
Eva + eva
Movimento lento
Avvelenata
Delusa
Tsunami
Euforia
Sweet dreams – cover 
Indaco violento
Medley: Dieci; Alice e il blu; Bonsai; Storie brevi
Sinceramente
Mon amour
Esibizionista
Maschio
Emanuela
La canzone di Marinella di De André – cover
Piazza san Marco
Canzone estiva
Tropicana – Disco paradise
Amica
Bellissima
Io sono

Ripartire da Genova, per un’artista ligure, non è mai una data qualunque. È un ritorno alle origini, un confronto diretto con la propria storia, con il proprio percorso. Annalisa lo sa bene e, davanti a 4.500 persone nello Stadium della Fiumara sold out, inaugura il secondo capitolo del suo tour “Ma noi siamo fuoco” con uno show che è insieme celebrazione e nuovo ciclo. Genova, racconta la voce carcarese, è una città dove è cresciuta come spettatrice, tra concerti vissuti sotto palco come quelli dei Subsonica e sogni coltivati negli anni. Oggi quei sogni si trasformano in un live corposo che riprende la struttura già rodata nei palazzetti, ma si arricchisce di dettagli, suggestioni e nuove libertà espressive. L’apertura è ormai emblematica: Annalisa compare sul ledwall mentre lancia una molotov che incendia simbolicamente il palco.

I ballerini entrano incappucciati, evocando un rituale arcaico, mentre la scenografia si sviluppa attorno a una struttura che richiama una porta a forma di fiamma. Il rosso fuoco domina, soprattutto nei momenti più esplosivi, alternandosi a un blu più intimo e profondo che accompagna brani come “Il mondo prima di te”, dove risuona il verso “siamo montagne a picco sul mare”, e “Tsunami”, con altri richiami diretti e marini alla sua terra. Annalisa è sempre più dentro il ruolo di pop star: balla, guida le coreografie, trascina il pubblico, canta in modo impeccabile. Su “Avvelenata” il palazzetto salta compatto, mentre lo show diverte e dissemina riferimenti e citazioni. In “Delusa” si percepisce un’eco dei Prodigy, in “Emanuela” di Moroder, e non è l’unico gioco musicale: la cantautrice riesce persino a far convivere nello stesso spettacolo “Sweet Dreams” degli Eurythmics con “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, scelta come omaggio a Genova. È uno dei momenti più intensi, accompagnato dal piano, delicato ed emozionante.

Dal punto di vista sonoro, il live trova equilibrio tra elettronica e strumenti suonati. Lei, tecnicamente, è una macchina precisa: passa con naturalezza dal medley al piano alle hit come “Mon Amour”, “Sinceramente” e “Bellissima”, quest’ultima trasformata da una parte di pubblico in un coro da stadio sponda genoana, fino al nuovo singolo “Canzone estiva”, ambientato tra sacro e profano, con una scenografia che la vede cantare dentro una chiesa con tanto di "alleluia". Proprio questo immaginario ha avuto un curioso riflesso tra il pubblico: molte fan si presentano vestite da suora, giocando con quell’ambiguità tra devozione e provocazione che il brano mette in scena. Lo spettacolo ha vari momenti spericolati: “Indaco violento” esplode in un finale elettronico fuori controllo, in "Stelle" vola, in “Amica” prende forma su un letto in fiamme, mentre in “Esibizionista” Annalisa appare sul led con una pistola in mano, come una versione pop di Lara Croft.

Elementi che potrebbero risultare eccessivi, ma che in realtà restano perfettamente in piedi grazie a una presenza scenica sempre più solida e consapevole. L’unico appunto: alcune coreografie sono molto marziali, i danzatori, ottimi professionisti, sono maggiormente dentro lo show quando rimangono più liberi. La chiusura è affidata a “Io sono”, sigillo di un concerto lungo oltre due ore, che tiene insieme intrattenimento e identità. Uno show stratificato, ambizioso, capace di mescolare linguaggi e suggestioni diverse che riesce nell’intento che dovrebbe essere più semplice, ma che in realtà risulta più difficile: divertire. E soprattutto è capace di confermare come Annalisa abbia definitivamente acceso, ma forse consapevolmente mai voluto domare, il proprio fuoco.

Scaletta:
Ragazza sola
Chiodi
Bye bye
Il mondo prima di te
Nuda
Eva + eva
Movimento lento
Avvelenata
Delusa
Tsunami
Euforia
Sweet dreams – cover 
Indaco violento
Medley: Dieci; Alice e il blu; Bonsai; Storie brevi
Sinceramente
Mon amour
Esibizionista
Maschio
Emanuela
La canzone di Marinella di De André – cover
Piazza san Marco
Canzone estiva
Tropicana – Disco paradise
Amica
Bellissima
Io sono

Ripartire da Genova, per un’artista ligure, non è mai una data qualunque. È un ritorno alle origini, un confronto diretto con la propria storia, con il proprio percorso. Annalisa lo sa bene e, davanti a 4.500 persone nello Stadium della Fiumara sold out, inaugura il secondo capitolo del suo tour “Ma noi siamo fuoco” con uno show che è insieme celebrazione e nuovo ciclo. Genova, racconta la voce carcarese, è una città dove è cresciuta come spettatrice, tra concerti vissuti sotto palco come quelli dei Subsonica e sogni coltivati negli anni. Oggi quei sogni si trasformano in un live corposo che riprende la struttura già rodata nei palazzetti, ma si arricchisce di dettagli, suggestioni e nuove libertà espressive. L’apertura è ormai emblematica: Annalisa compare sul ledwall mentre lancia una molotov che incendia simbolicamente il palco.

I ballerini entrano incappucciati, evocando un rituale arcaico, mentre la scenografia si sviluppa attorno a una struttura che richiama una porta a forma di fiamma. Il rosso fuoco domina, soprattutto nei momenti più esplosivi, alternandosi a un blu più intimo e profondo che accompagna brani come “Il mondo prima di te”, dove risuona il verso “siamo montagne a picco sul mare”, e “Tsunami”, con altri richiami diretti e marini alla sua terra. Annalisa è sempre più dentro il ruolo di pop star: balla, guida le coreografie, trascina il pubblico, canta in modo impeccabile. Su “Avvelenata” il palazzetto salta compatto, mentre lo show diverte e dissemina riferimenti e citazioni. In “Delusa” si percepisce un’eco dei Prodigy, in “Emanuela” di Moroder, e non è l’unico gioco musicale: la cantautrice riesce persino a far convivere nello stesso spettacolo “Sweet Dreams” degli Eurythmics con “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, scelta come omaggio a Genova. È uno dei momenti più intensi, accompagnato dal piano, delicato ed emozionante.

Dal punto di vista sonoro, il live trova equilibrio tra elettronica e strumenti suonati. Lei, tecnicamente, è una macchina precisa: passa con naturalezza dal medley al piano alle hit come “Mon Amour”, “Sinceramente” e “Bellissima”, quest’ultima trasformata da una parte di pubblico in un coro da stadio sponda genoana, fino al nuovo singolo “Canzone estiva”, ambientato tra sacro e profano, con una scenografia che la vede cantare dentro una chiesa con tanto di "alleluia". Proprio questo immaginario ha avuto un curioso riflesso tra il pubblico: molte fan si presentano vestite da suora, giocando con quell’ambiguità tra devozione e provocazione che il brano mette in scena. Lo spettacolo ha vari momenti spericolati: “Indaco violento” esplode in un finale elettronico fuori controllo, in "Stelle" vola, in “Amica” prende forma su un letto in fiamme, mentre in “Esibizionista” Annalisa appare sul led con una pistola in mano, come una versione pop di Lara Croft.

Elementi che potrebbero risultare eccessivi, ma che in realtà restano perfettamente in piedi grazie a una presenza scenica sempre più solida e consapevole. L’unico appunto: alcune coreografie sono molto marziali, i danzatori, ottimi professionisti, sono maggiormente dentro lo show quando rimangono più liberi. La chiusura è affidata a “Io sono”, sigillo di un concerto lungo oltre due ore, che tiene insieme intrattenimento e identità. Uno show stratificato, ambizioso, capace di mescolare linguaggi e suggestioni diverse che riesce nell’intento che dovrebbe essere più semplice, ma che in realtà risulta più difficile: divertire. E soprattutto è capace di confermare come Annalisa abbia definitivamente acceso, ma forse consapevolmente mai voluto domare, il proprio fuoco.

Scaletta:
Ragazza sola
Chiodi
Bye bye
Il mondo prima di te
Nuda
Eva + eva
Movimento lento
Avvelenata
Delusa
Tsunami
Euforia
Sweet dreams – cover 
Indaco violento
Medley: Dieci; Alice e il blu; Bonsai; Storie brevi
Sinceramente
Mon amour
Esibizionista
Maschio
Emanuela
La canzone di Marinella di De André – cover
Piazza san Marco
Canzone estiva
Tropicana – Disco paradise
Amica
Bellissima
Io sono