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Radio Meeting 2024: tra i professionisti dell’etere c’è voglia di futuro

Un momento di confronto sulla visione della radio, in un contesto mediatico che è cambiato radicalmente

I professionisti della radiofonia italiana desiderano incontrarsi, confrontarsi sulle loro esperienze, offrire e cogliere idee e punti di vista, conoscere nuove soluzioni organizzative e tecniche: a dimostrarlo è il Radio Meeting 2024, sold out a Milano.

L’iniziativa d’altra parte è nata proprio per dare risposte concrete, unendo case histories rilevanti ai prodotti e servizi impiegati al loro interno, con un taglio amichevole, possibilità di networking e senza sovrapporsi ad altri eventi del settore, anzi a complemento.

La prima edizione

Radio Meeting, il 22 maggio 2024, così ha fatto il “tutto esaurito” nella sede di Funky Junk a Milano. È stata apprezzata come momento di confronto sulla visione di Radio in un contesto che è cambiato radicalmente e per la qualità dei contenuti portati dagli ospiti.

Fiore Confuorto, responsabile divisione Broadcast di Funky Junk, ha illustrato quali sono e come si risolvono le sfide sulla qualità dell’audio, dalla loudness war alla differenza tecnica e percettiva tra le varie piattaforme digitali, per la radio live e On Demand.

Telos Alliance offre le soluzioni hardware e software, gli esperti di Funky Junk supportano le emittenti nella progettazione, installazione e configurazione secondo le esigenze degli editori, direttori e responsabili tecnici.

Costantino Da Tos, consulente e Station Manager, ha presentato il caso di Radio Veneto24 come progetto editoriale innovativo ma ancor più come workflow estremamente ottimizzato, in cui le tecnologie combinate di RCS Sound Software, Funky Junk, Open Radio e Audio One sono essenziali per garantire la sostenibilità e l’efficacia di un’emittente All News su scala regionale.

Michele Logrippo, QA in RCS Sound Software USA, ha spiegato come alcuni gruppi radiofonici leader in Europa siano in grado di creare palinsesti con singoli elementi geolocalizzati, inclusa la conduzione in voce, presentando anche il caso di un morning show trasmesso dal vivo su più radio digitali tematiche dove gli elementi live sono in comune ma
le canzoni sono coerenti al decennio a cui è dedicata ciascuna radio, il tutto grazie a funzioni avanzate di Zetta e GSelector.

Jan Müller, CEO di Brands Are Live AG, con il piglio di un conduttore radiofonico ha
evidenziato come le emittenti FM, a differenza delle piattaforme digitali, non abbiano costi
di acquisizione degli utenti sulle loro app, potendovi così spostare l’audience già consolidata
man mano che vengono meno i ricevitori tradizionali, e quali e quante siano le concrete
opportunità di engagement e monetizzazione una volta fidelizzata la community su
piattaforma digitale. Nasce un nuovo modello di business per la Radio e Audio One lo
supporta con le sue app, versatili e complete.

Piero Rigolone, consulente Radio e Digital Audio, alternandosi a Müller, ha fatto il focus sulla tecnologia per la Radio on Demand di Open Radio e su SoundCast, l’AdServer/SSP alla
portata di tutti gli editori che permette di vendere ed erogare le campagne in Digital Audio
con le medesime profilazioni e metriche dei competitor digitali, ma con il valore aggiunto
della presenza umana che la Radio offre, essendo quindi più di un OTT.

Contributi importanti nell’organizzazione sono arrivati anche da RCS Europe con Lionel
Guiffant
, General Manager, Davide Tavolato, Responsabile per il mercato italiano,
Alessandro Stefanoni, Supporto clienti in Italia, dal team di Funky Junk e da Alessandro
Rinaldi
, CTO di Open Radio.

Idee per il futuro

Con questi presupposti, il Radio Meeting è un evento destinato a crescere sempre di più. Si parla già di altri spazi da dedicare all’iniziativa e di un coinvolgimento di un numero di persone ancora maggiore.

Pur trattandosi di un evento principalmente dedicato alle tecnologie che stanno alla base della radio, sarebbe bello e forse auspicabile vedere coinvolti anche altri settori della radiofonia, come gli ambiti dei contenuti e della conduzione, magari con dimostrazioni in tempo reale.

Perché poi alla fine saranno loro – i conduttori radiofonici, gli speaker, i giornalisti, i redattori, i fonici… – le persone in prima linea che si ritroveranno ad utilizzare proprio quelle tecnologie ogni giorno.

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