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lunedì, Luglio 15, 2024
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Lancio del Ruzzolone: tutto il bello dei giochi e degli sport antichi

Siamo andati sull’Appennino modenese a vedere le gare di qualificazione per il campionato

Il lancio della ruzzola, del Ruzzolone e della forma di formaggio è sotto l’egida della Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali. Siamo andati sull’Appennino modenese, ieri, a vedere le gare di qualificazione per il campionato nazionale. Esistono tutte le categorie: pulcini, esordienti, allievi, juniores…

Acquaria è una frazione di Montecreto tra i campi e le colline verdi. È una domenica di luglio fresca, a tratti addirittura piovosa, ci vuole la giacchetta nonostante sia piena estate. Qui si ritrovano 150 persone. Si tratta di appassionati di tutte le età, ma gli esperti e i veterani sono più dei giovani mentre le donne sono infinitamente meno degli uomini.

Parecchi passeggiano con un grosso disco di legno sotto il braccio, di almeno 2 chilogrammi di peso per 26 centimetri di diametro: è il fatidico Ruzzolone, l’attrezzo del mestiere, l’erede della grande forma di formaggio – più costosa – che veniva utilizzata anticamente. I primi documenti risalgono al 14esimo secolo. Poi c’è la Ruzzola che è la “sorellina” più piccola, ma il concetto resta sempre lo stesso.

Tre Ruzzoloni

Molti appartenenti ad una squadra indossano la divisa della loro associazione sportiva dilettantistica: si può giocare da soli, a coppie, a terne… In qualche caso sfoggiano orgogliosamente anche gli sponsor. Un piccolo podio a tre posti staziona a lato.

Il buon umore regna sovrano, nonostante il meteo incerto. C’è chi beve un caffè, chi consuma qualcos’altro. Ci scappa qualche brindisi con un po’ di vino già alle 10 del mattino, l’ora prevista per l’inizio delle competizioni.

Dall’ufficio gara, un capannino che sovrasta dall’alto i percorsi, un megafono “convoca” i giocatori e scandisce il ritmo delle sfide, inframezzato dalla musica della radio.

Il podio

A quel punto i diversi team si avvicinano al punto di partenza, pronti a lanciare il disco avvolto in una cordicella. Il braccio dondola per far acquistare forza e velocità al Ruzzolone, fino a lasciarlo andare all’improvviso.

Lui comincia a rotolare rapidamente sull’erba, ogni tanto rimbalza in maniera imprevista, di certo corre gioioso tra i prati dell’Emilia Romagna. I lanci vanno ripetuti fino al completamento del tragitto, consentendo quindi una bella camminata all’aria aperta. Un tiro, magari in discesa, può coprire anche 150 metri.

Al termine di ogni viaggio libero, spensierato e un po’ spericolato del Ruzzolone, si fissa un punto di arrivo da cui ripartire. Vince chi arriva al traguardo per primo, con meno lanci.

Ma quello che conta davvero è trascorrere una bella giornata in buona compagnia di amici e altri appassionati, all’insegna della convivialità: il terzo tempo, con una bella mangiata e le torte casalinghe preparate per l’occasione, è immancabile.

Le “piste” del Ruzzolone
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