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Anna Maria Coclite: cervello di ritorno, inventa le protesi hi-tech che sentono il calore

La ricercatrice, ex cervello in fuga, ha deciso di tornare a lavorare in Italia per condurre uno studio internazionale su nuovi sensori della pelle che permetteranno di produrre protesi capaci di riprodurre la sensibilità di un arto umano

Anna Maria Coclite ha cominciato la sua carriera universitaria dal Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari, conseguendo il dottorato in Scienze Chimiche nel 2010. In seguito, si è trasferita per un postdoc di tre anni al Massachusetts Institute of Technology nel gruppo della professoressa Karen Gleason.

Nel 2013 è stata assunta nell’Istituto di Fisica dello Stato Solido della Graz University of Technology prima come tenure-track e poi come Professore Associato. Dal 5 Febbraio 2024, è approdata al Dipartimento Interateneo di Fisica di UniBa e PoliBa, Dipartimento di eccellenza guidato da Roberto Bellotti, dove ha scelto di tornare come professore di prima fascia perché è un’eccellenza internazionale proprio nella ricerca sulla sensoristica.

Così la ricercatrice ha deciso di tornare in Puglia, attratta dall’unico dipartimento di Fisica del sud Italia ad aver ottenuto il riconoscimento di Dipartimento di eccellenza dal Mur.

Ora grazie alla ricerca scientifica in corso al Dipartimento interateneo di Fisica dell’Università e del Politecnico di Bari, portata avanti proprio dal “cervello di ritorno”, Anna Maria Coclite, potrebbero presto diventare realtà le protesi praticamente identiche agli arti anche nella sensibilità della pelle, capaci di riprodurre la sensazione del tatto, del calore e del freddo grazie a sensori bionici.

Si tratta di sensori che potrebbero essere utilizzati anche per creare guanti ultrasensibili da usare nelle applicazioni chirurgiche.

La ricerca

Le neuroprotesi sono ormai realtà e il futuro è fatto di protesi “comandabili” direttamente col pensiero. Quello che ancora manca a chi ha una protesi è avere le sensazioni tattili della pelle. Da questa necessità è partita la ricerca della professoressa Coclite, iniziata in Austria e che sta proseguendo al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari.

Nel 2016, infatti, Coclite ha vinto l’ERC Starting grant per il progetto “Smart Core-shell sensor arrays for artificial skins” (Smart Core), che ha finanziato per 1,5 milioni di euro le sue ricerche su sensori che allo stesso tempo possono rivelare cambi in umidità, temperatura e pressione con una risoluzione più elevata della pelle umana.

Tutto ciò è stato possibile grazie a una nuova geometria dei sensori: invece di essere fatti da strati multipli, i sensori di Smart Core sono verticali ed estremamente piccoli.

Nel 2023 la ricerca ha fatto un ulteriore passo in avanti: ha vinto l’ERC Proof of Concept da 150mila euro, grazie al quale i ricercatori stanno testando la possibile commercializzazione dei sensori sviluppati con Smart Core.

Questo progetto, iniziato appunto alla Graz University of Techology, è stato trasferito all’UniBa dove Coclite e il suo team stanno proseguendo le attività di ricerca.

Un Dipartimento d’Eccellenza

Come Anna Maria Coclite, diversi altri ex cervelli in fuga sono stati attratti dallo stesso Dipartimento di Fisica di Bari in questi anni: 3 ricercatori sono stati assunti dall’Università con i fondi del Pnrr e sono così tornati in Italia da Spagna, Francia e Polonia e altri due professori sono rientrati da Uk e Usa grazie a fondi ordinari.

Sono tanti anche gli stranieri che scelgono di venire in questo Dipartimento di eccellenza: tre professori, assunti con i fondi del Pnrr, vengono ad esempio da India, Uk e Polonia e ci sono 17 tra dottorandi e dottori di ricerca del Dipartimento interateneo di Fisica di UniBa e PoliBa che vengono dai Paesi più disparati: dal Pakistan alla Thailandia, da Cuba alla Russia.

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