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Colui che Vola Alto: la mostra di Michael Stipe

Il 21 settembre 2011 gli R.E.M., una delle band più acclamate al mondo, decidono di sciogliersi dopo 31 anni di attività. Il cantante Michael Stipe spiega: «Spero che i fan capiscano che non è stata una decisione facile, ma tutte le cose hanno una fine e volevamo chiudere bene, a modo nostro».

Quasi 13 anni dopo l’ex leader degli R.E.M. è ancora protagonista: non per la sua musica ma per le sue fotografie e le sue installazioni. Si è appena chiusa alla Fondazione ICA Milano la mostra “I have lost and I have been lost but for now I’m flying high” (Ho perso e mi sono perso, ma per ora sto volando alto), pensata appositamente per la Fondazione e curata dal suo direttore, Alberto Salvadori.

Il percorso inizia al piano terra, in una sala che non fa nulla per nascondere il suo recente passato industriale, dove un’installazione site specific inserisce tre colonne, formate impilando diversi calchi in plastica, in una distesa di sculture a forma di teste.

Al piano superiore, nella prima sala il visitatore è invitato da istruzioni esplicite a salire su un piedistallo e a farsi fotografare nella posa di un satiro che rovescia l’acqua da una brocca: un’opportunità per far entrare chiunque a far parte della storia dell’arte. Il corridoio è reso ovattato da una voce: solo percorrendolo si comprende che il suono arriva da una vecchia tv sul cui schermo scorre il testo di “Desiderata”, poesia scritta dall’americano Max Ehrmann nel 1927: usata come inno nelle chiese e amata dai Figli dei Fiori, si chiude con il suggerimento a fare di tutto per essere felici. Nella stanza di fronte è stampata su un foglio A4: Stipe ne ha illustrato, commentato e colorato i versi in una personale analisi del testo.

La sala principale del piano superiore ospita invece due installazioni e una galleria fotografica: vasi di terracotta (creati insieme alla ceramista Caroline Wallner) e copertine di libri (realizzate insieme alla stampatrice Ruth Lingen) esibiscono i nomi di artisti e celebrità cui Stipe ha ritenuto importante rendere omaggio. Sono esposti come grattacieli che puntano alle nuvole, come lapidi di un famedio da onorare.

In chiusura, una ventina di ritratti fotografici in bianco e nero, tra cui qualche volto conosciuto come Tilda Swinton, ci ricorda il lungo percorso di Stipe dietro l’obiettivo, da quando documentava la comunità di artisti e musicisti di Athens, in Georgia, di cui è stato una parte centrale a partire dagli Ottanta. Prima di iniziare a volare altissimo, senza mai perdersi davvero.

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