Dal libro “Noi due siamo uno” al progetto “Andrea Soldi”

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Noi due siamo uno
Noi due siamo uno

La storia di Andrea è diventata prima un testo e ora è anche un progetto, “un’opportunità di crescita e autonomia lavorativa per giovani in condizioni di fragilità”

Qualche tempo fa mi sono imbattuto – per caso o per lavoro, non importa – nel libro “Noi due siamo uno” di Matteo Spicuglia (Add Editore): racconta la vita di Andrea Soldi, che proprio oggi avrebbe compiuto 55 anni. Le pagine scritte e le parole dette, nel caso dell’audiolibro, mi hanno segnato. E allora oggi sento di dover riportare anche che, accanto a quella storia e a quel volume, ora c’è un progetto pieno di bene.

Nel frattempo Maria Cristina Soldi, sorella di Andrea, continua a devolvere in beneficenza il ricavato personale delle vendite del libro e a tenere viva la memoria di quanto è accaduto, oggi ad esempio tiene un incontro a Maranello. “Perché nessuno debba più subire quello che hai subito tu e poi parlando di te, tu sarai la Voce dei tanti fragili e Unici e Preziosi che vanno aiutati e amati”, dichiara Maria Cristina, in un pensiero rivolto al fratello.

Il libro inizia più o meno così

Il 5 agosto 2015 la città di Torino è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere. Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento o pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un TSO. Dalle pagine del diario di Andrea, ritrovate poco dopo dalla sua famiglia, nasce il libro “Noi due siamo uno” di Matteo Spicuglia.

E oggi, sempre grazie alla famiglia Soldi, nasce un nuovo ambizioso progetto, il progetto “Andrea Soldi”

Per accompagnare i giovani in condizione di fragilità in un percorso di crescita e autonomia, grazie a questa iniziativa verrà attivato un contratto di apprendistato presso CASO, il bistrot sociale a San Salvario (Torino) del polo culturale Lombroso16.

Il partecipante avrà accesso a un percorso personalizzato basato sulle sue capacità, aspirazioni e attitudini con l’obiettivo di far fiorire le risorse personali. Inoltre, potrà frequentare in forma tutti i laboratori e le attività realizzate presso il nostro Polo e avrà accesso a tutte le azioni progettuali che coinvolgono l’Associazione Nessuno APS.

“Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto e ringraziamo col cuore la famiglia Soldi che ha scelto di credere in noi e in ciò che da sempre portiamo avanti”, fanno sapere da Lombroso16, “Perché anche noi ti promettiamo, Andrea, che faremo tutto il possibile affinché quello che è successo a te non succeda mai più“.