I mondi di Greta Cominelli in un solo EP: da Cremonini a Christina Aguilera, da Van Gogh a Josephine Backer

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Greta Cominelli
Greta Cominelli

E lancia un invito a chi, come lei, non si sente sempre “allineato”: “Siate luci ribelli dell’alba!”

Greta Cominelli, cantautrice e artista bresciana, ha da poco pubblicato “Luce ribelle dell’alba”, il suo nuovo Ep pop, con sonorità acustiche e naturali, ispirato alla Belle Epoque. Il filo conduttore del lavoro è un senso di ribellione positiva in sintonia con il motto del “Moulin Rouge!”, a cui si uniscono l’attitudine a unire più arti alla musica e il desiderio di continuare a inseguire i propri sogni. Ecco la nostra intervista, che ha attraversato anche le sue canzoni.

Il filo conduttore dell’EP è il tema della ribellione. Contro chi o cosa ti ribelli? Il mercato discografico, per esempio? Anche attraverso l’uso di strumenti acustici e “suonati”, opposti al dominio dei “plug-in”…

Grazie per la domanda diretta che mi dà con piacere occasione di parlare chiaro: mi ribello ad una società che tende a contenere le emozioni, ad evitare le autentiche relazioni umane e a fare dell’individualismo, del materialismo, della superficialità e della distrazione un nuovo stile di vita. Manca la qualità dei dettagli, una visione impressionista della vita.

Uno dei miei film preferiti, “Moulin Rouge!”, cita il motto bohémien “Verità, bellezza, libertà e amore”: il senso del mio EP “Luce ribelle dell’alba” è contenuto nell’entusiasmo di queste parole. Oggi dilaga la fragilità che ci rende vulnerabili, impauriti, disconnessi da noi stessi, lontani dalla spiritualità, persi ed io credo che il compito di un’artista sia anche quello di conferire coraggio, speranza e luce.

Dal punto di vista musicale invece, non sono contro la sperimentazione di suoni elettronici o contro l’auto-tune – visto che ultimamente se ne parla tanto -. Se determinati effetti e sonorità vengono utilizzati come elementi stilistici di un progetto o di un brano, può essere interessante, innovativo ma non trovo opportuno il loro uso ripetitivo, perché di moda o per sopperire alle carenze tecniche canore o strumentali.

Per quanto riguarda la discografia, sono consapevole che segua delle regole specifiche ma ammetto che non sempre mi trovo ad essere allineata. A seguito di un periodo ricco di pensieri, ho sentito la necessità di scrivere “Sotto un cielo di corallo”, l’ultimo dei cinque brani dell’EP. Questo pezzo è stato il mio personale antidoto alla delusione, ai mille ripensamenti e vorrei che arrivasse a chi vive la mia stessa condizione di tristezza, a causa del mancato adeguamento della propria musica al mercato contemporaneo.

In questo modo vi ho raccontato di un classico esempio di come la musica, per la musica, mi abbia nuovamente illuminata e salvata: ho capito che la cosa più importante per me era fare un passo indietro per farne tre in avanti, ossia ritornare al motivo primordiale che mi ha spinta a cantare, per continuare a farlo con entusiasmo e per reale bramosia, indipendentemente da tutto e tutti.

A coloro che si rispecchiano nelle mie parole vorrei dire di non perdere sé stessi: sperimentate, miglioratevi, osate ma non rinunciate alla gioia della musica, alla sua potenza formativa ed espressiva, sarebbe un danno, una perdita di tempo, un atto di subordinazione… siate luci ribelli dell’alba!

Quali sono le tue influenze musicali, in generale? Ci sono artisti che hanno segnato la tua formazione, in particolare?

Le mie influenze musicali sono molte, ci tengo che spazino nei generi e nelle epoche, credo sia un continuo arricchimento ma ad appassionarmi tanto sono il rhythm and blues, il pop e il jazz.

Ho studiato i brani di molti artisti ma coloro che sin da ragazzina hanno segnato in particolare il mio percorso sono: Madonna, Christina Aguilera e un italianissimo e meraviglioso Cesare Cremonini.

Dal punto di vista artistico esteso ad altre arti invece, cito con grande ammirazione Josephine Backer, Carla Fracci, Monet, Van Gogh, Kandinsky… ne ho molti altri ma mi dilungherei troppo.

Sul piano del canto e dell’utilizzo della voce, quali sono i tuoi punti di riferimento artistici?

Sicuramente l’Aguilera, alla quale aggiungo Mariah Carey, Ella Fitzgerald, Adele e Beyoncé.

In che senso, nella creazione, ti ispirano la danza, il cinema, il circo, la pittura e la grafica?

Molte volte, quando creo un testo, studio un brano o penso ad uno spettacolo non mi pongo limiti e lascio che altre forme d’arte mi ispirino, suggeriscano idee ed intervengano naturalmente nel processo creativo. La multidisciplinarità è fondamentale, ogni piccolo elemento è prezioso per entrare nel vivo, nel cuore dell’opera per la sua massima riuscita e perché la potenza della musica sia amplificata da altrettanta bellezza.

Nel caso specifico di questo EP, l’idea di tuffarmi nella Belle Epoque è nata grazie ad un libro dedicato alla ballerina Josephine Backer, che già avevo conosciuto attraverso un omaggio di Beyoncé. Adoro il cinema e il teatro, mi entusiasma il circo e ho riportato in “Domatori di fantasia” degli elementi sonori che lo ricordano, memore del bellissimo spettacolo “Alegria” del Cirque du Soleil.

Qualche anno fa ho visto a Milano una mostra dedicata a Vincent Van Gogh nella versione inedita “the immersive experience”. Mi ha emotivamente scossa perché caratterizzata dall’implementazione di tecnologie avanzate, un approccio interattivo e multisensoriale capace di stimolare profondamente la fantasia e ho così pensato di approfondire lo studio di un quadro del pittore, intorno al quale ho creato il messaggio portante della prima traccia del progetto “Stella bianca nel blu”. Ogni dettaglio della nostra vita è un’occasione preziosa per leggerla da un punto di vista molto più interessante, avventuroso e stupefacente.

Come autrice di testi, chi e cosa ti ispira?

Mi ispirano le molteplici sfaccettature delle relazioni personali che vivo, i molti espedienti artistici ai quali ho fatto riferimento, i miei turbamenti e la necessità di esprimermi ed essere libera, l’evasione e l’immaginazione… i testi di Cesare Cremonini, Franco Califano, Battisti e Dalla.

Hai concerti in vista?

Ho pianificato alcune date a teatro che spero presto di poter implementare con uno spettacolo tutto mio. Tornerò a lavorarci dopo un po’ di meritato riposo dopo le vacanze natalizie.

Qual è il tuo bilancio del 2024 e cosa ti aspetti dal 2025?

Il mio 2024 è stato molto inteso, mi ha messa a dura prova ma ne sono uscita vittoriosa per aver portato a termine ciò che avevo in mente.

Spero di poter vedere i frutti di questo sacrificio il prossimo anno. Ho tanta voglia di fare, di continuare ad inseguire il mio sogno, di vivere esperienze nuove, di migliorarmi, sempre.