E-Wired Empathy: Goldrake e “Tobe! Grendizer”, il brano italiano che piace anche in Giappone. L’intervista

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E-Wired Empathy, live

L’ideogramma del brano, l’anima acustica del robot-mito, i synth anni 80, l’improvvisazione collettiva, l’album live, la difesa del liscio e i 2 nuovi singoli con Moreno “Il Biondo”

Il mito di Goldrake rivive a 50 anni dal primo anime in tv, è il titolo di questi giorni. L’iconico robot da combattimento pilotato dal principe del pianeta Fleed è andato per la prima volta in onda in Giappone nel 1975 sulla rete Fuji TV. Mentre la Rai trasmette “Goldrake U”, la riedizione della serie animata degli anni ‘70, il collettivo internazionale E-Wired Empathy ha realizzato un ri-arrangiamento del tema – di Shunsuke Kikuchi – dell’anime giapponese: il titolo del brano è “Tobe! Grendizer”, ascoltabile qui, e deriva dalla frase iniziale della sigla giapponese originale della serie che in italiano significa “Vola! Goldrake!”.

E-Wired Empathy è “un progetto sperimentale che fonde elementi elettronici analogici con sonorità acustiche, creando un ponte tra tradizioni musicali asiatiche, africane, scandinave e mediterranee”. Il collettivo è guidato da Giovanni Amighetti (tastierista e produttore) con Luca Nobis (chitarrista e direttore didattico del CPM Music Institute di Milano), Valerio Combass (bassista, Après La Classe, Raf, Umberto Tozzi…) e Roberto Gualdi (batterista, Roberto Vecchioni, PFM). Abbiamo intervistato Amighetti.

Per “Tobe! Grendizer”, quali strumenti avete utilizzato e quali caratteristiche hanno?

Abbiamo utilizzato una combinazione di strumenti per creare una trama sonora ricca e stratificata. La chitarra acustica è stata al centro, sia per l’esposizione dei temi principali sia per l’armonizzazione. Il basso elettrico ha svolto un ruolo fondamentale come pedale sulle frequenze basse, creando una base solida e profonda.

Per i contrappunti e il secondo tema abbiamo scelto il sax tenore, che aggiunge un colore timbrico distintivo e dinamico. La batteria, affidata a Roberto Gualdi, si distingue per i suoi toni scuri e una timbrica ricca e articolata, che dona profondità e carattere al ritmo.

Infine, per i sintetizzatori, abbiamo scelto il Prophet 600 e il Prophet 5, due synth vintage degli anni ’80. Questi strumenti, con il loro suono grezzo e sporco, si sono rivelati perfetti per creare aperture con filtro e risonanza. Inoltre, hanno offerto un rinforzo lineare alla melodia originale di Shunsuke Kikuchi, arricchendo ulteriormente l’arrangiamento.

"Tobe! grendizer", cover art
“Tobe! grendizer”, cover art

Come vi è venuta l’idea di integrare una “suite acustica” nel brano?

Come E-Wired Empathy, adottiamo un approccio in cui è l’interconnessione empatica tra i musicisti a guidare l’interplay e a plasmare la creazione musicale. Questo significa che ogni elemento sonoro nasce da un dialogo autentico e istintivo tra di noi, più che da un’esecuzione rigidamente predefinita.

In questo contesto, ci è sembrato naturale ampliare l’atmosfera rarefatta del brano integrando introduzioni acustiche ed elementi elettronici vintage. L’intento era quello di creare una scena sonora immersiva, in cui l’ascoltatore potesse lasciarsi trasportare.

E il sax di Fabio Barbero?

Fabio é un musicista molto giovane e bravo che suona con l’orchestra di Moreno “il Biondo” Conficconi da quando aveva sedici anni. Ha suonato quindi professionalmente soprattutto “liscio”, ma ha un’ottima sensibilità musicale ed é quindi in grado di lavorare sia con il sax che con la fisarmonica a diversi generi. Siamo contenti che abbia partecipato a questa nostra registrazione donando le timbriche che ci mancavano per completare il brano.

Vorrei anche sottolineare come il genere “liscio” venga spesso ingiustamente sottovalutato, in particolare da una certa critica musicale influenzata forse dall’industria americana. In realtà il liscio è un genere estremamente rigoroso, che richiede una notevole capacità tecnica e una spiccata sensibilità interpretativa. Questo percorso formativo ha infatti reso Fabio un musicista pronto a confrontarsi con qualsiasi stile musicale, questo settembre ad esempio ha lavorato con noi assieme a David Rhodes, che é il chitarrista di Peter Gabriel.

Avete ricevuto per caso riscontri, commenti o messaggi dall’estero per questo vostro progetto?

Sì abbiamo avuto diversi feedback dal Giappone, dove questa interpretazione é piaciuta molto e si sono stupiti per le sonorità che abbiamo adottato. Il commento più ricorrente é stato 変だけど美しい , ovvero hen dakedo utsukushii, che significa più o meno: “Strano ma splendido”.

Anche qui a Groningen dove sono ora per l’ESNS, i commenti sono stati molto positivi pur da operatori del settore che conoscono il mio lavoro ma molto meno quell’animazione giapponese, il brano é quindi piaciuto in sé aldilà del collegamento con Goldrake.

E-Wired Empathy, live
E-Wired Empathy live: sul palco con Moreno “Il Biondo”

E dalle nuove generazioni, a cui la vostra rielaborazione si rivolge?

Temo che molti tendano, erroneamente, a considerare le giovani generazioni come poco attente alla qualità musicale. In realtà, si documentano rapidamente e dimostrano una grande apertura verso ogni genere. La loro curiosità e capacità di esplorare li rendono ascoltatori più preparati di quanto si immagini.

La nostra interpretazione è stata ben accolta, in particolare per il lavoro, per loro inusuale, svolto dalla batteria. In diversi l’hanno definito un pezzo che potrebbe appartenere a una colonna sonora e trovo questa osservazione assolutamente corretta e in effetti il tema lo era.

Il vostro mondo musicale è molto “evocativo”: potrebbe integrarsi di più con le immagini? (Video, colonne sonore, visioni…)

Il nostro lavoro nei brani strumentali, sin dal primo album Play@Esagono e con il successivo E-Wired Empathy del 2023, si presta in effetti bene all’integrazione con le immagini. Dal vivo infatti utilizziamo proiezioni giganti che accompagnano i nostri viaggi sonori, permettendo agli spettatori di immergersi meglio nell’esperienza.

A marzo 2025, uscirà ad esempio un nuovo brano per il progetto “Viaggio nella Musica Popolare” di Moreno “Il Biondo” Conficconi, uno straordinario clarinettista romagnolo. Vedrà anche la partecipazione di ospiti internazionali e il video che è ora in preparazione avrà un ruolo fondamentale.

E alcune delle mie produzioni passate sono state utilizzate in film hollywoodiani come The Constant Gardener (in italiano La Cospirazione), nella serie The Philanthropist della NBC, o come sigla della BBC4 o anche durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio nel 2016. E recentemente il lavoro sul Viaggio nella Musica Popolare con Moreno Conficconi è stato ripreso dalla RAI in diverse trasmissioni.

Come si concretizza la vostra idea di “creazione musicale istantanea”?

La nostra idea E-Wired Empathy di creazione musicale si realizza attraverso un processo di improvvisazione collettiva che caratterizza ogni nostra esibizione live ma anche in studio. Non partiamo da strutture rigide, ma ci affidiamo all’interconnessione empatica tra i musicisti, che consente a ogni sonorità e sensibilità di emergere e svilupparsi in tempo reale. La musica si plasma spontaneamente, guidata dal momento e dall’atmosfera che costruiamo insieme.

Questo approccio ci permette di esplorare costantemente nuove sonorità, adattandoci in modo immediato alle reazioni del pubblico e rispondendo ai cambiamenti e alle vibrazioni del contesto. Non esiste un copione prestabilito: ogni performance è unica, un’esperienza che prende vita sul palco, evolvendo continuamente grazie alla chimica tra i musicisti e le emozioni condivise tra noi e gli ascoltatori.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

A marzo usciranno due nuovi singoli che abbiamo preparato per il progetto Viaggio nella Musica Popolare di Moreno “Il Biondo” Conficconi, una collaborazione in partnership con la Emilia Romagna Music Commission. Sempre a marzo sarà rilasciato The Fermi Paradox, un album realizzato insieme a David Rhodes, Roger Ludvigsen e Jeff Coffin.

Stiamo inoltre lavorando su un album live che raccoglierà le registrazioni dei concerti del 2024 e ci stiamo dedicando a un ulteriore approfondimento sul Salento e i dialetti Romagna inclusa, sempre nell’ambito del progetto Viaggio nella Musica Popolare.

Abbiamo anche un brano nuovo che riprende una mia collaborazione con l’azienda di videogiochi giapponese Nintendo del 2009 mentre per il booking internazionale abbiamo firmato con l’agenzia tedesca griot.de