Il dono da farsi nel 2025: una pizza da PizzAut con i ragazzi di Nino Acampora

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La storia incredibile di una sfida vinta: i ristoranti interamente gestiti da giovani autistici

Ti siedi al tavolo di PizzAut, a Monza (MB) o a Cassina De’ Pecchi (Milano), e poco dopo arrivano i ragazzi con le loro capacità e fragilità: prendono le ordinazioni, scherzano, preparano le pizze in cucina con ingredienti di qualità e una lievitazione di 72 ore, servono le bevande e il cibo, sparecchiano.

A un certo punto Nino Acampora, il fondatore di tutto il progetto, prende il microfono e inizia a girare per la sala. Parla di inclusione, di scuola, scherza. “Quando ho parlato per la prima volta della mia idea sul social del vecchi – Facebook -, un primo gruppo di ‘cattivi’ mi ha dato del pazzo. Una dottoressa specializzata in autismo disse che ero uno spacciatore di illusioni”.

Oggi questa “folle” iniziativa dà lavoro a 41 ragazzi e ragazze autistici e a 5 “normali”: “Il bello è che i primi definiscono i secondi ‘la minoranza etnica’”. La leggerezza – “ma non la superficialità” – e l’ironia sono strumenti importanti nel lavoro e nella vita di Acampora, a sua volta papà di un figlio con disabilità.

Prendere le comande per alcuni di questi giovani può essere un compito molto difficile e può richiedere un grande sforzo, per almeno due motivi: “Interagire con altre persone, per un autistico, non è scontato. La seconda ragione è che voi… siete dei rompi-coglioni!”. Tutti i clienti ridono, inclusi i brianzoli, affettuosamente presi in giro da Nino per la presunta “parsimonia”.

Le persone autistiche possono soffrire di mutismo selettivo: parlano solo con i familiari. Per poter interagire con i clienti devono prima convincersi del fatto che gli avventori vogliono loro del bene.

PizzAut a Monza

In pochi anni la storia di PizzAut è arrivata al Quirinale, in Europa e all’Onu

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Nino Acampora “Cavaliere della Repubblica”. Non solo, il Capo dello Stato è andato a mangiare la pizza dai suoi ragazzi.

Il protocollo di sicurezza in queste situazioni è ferreo e la scorta è sempre nutrita. Così, uno dei camerieri era preoccupato: “E ora come facciamo a portare la pizza ai tiratori scelti sul tetto?”.

Al momento dei saluti, Francescone – un ragazzone alto 1,90m – corre incontro al Presidente preoccupando abbastanza la scorta e da sopra la testa del Capo di Stato urla: “Mattarella sei uno di noi!“.

L’inquilino del Colle prenderà il microfono, davanti a quasi 90 giornalisti accreditati tra stampa e TV nazionali, e affermerà: “Orgogliosamente uno di voi!”.

Tra Bruxelles e il Palazzo di Vetro

Il progetto di Acampora ha ricevuto riconoscimenti al Parlamento Europeo e all’organizzazione delle Nazioni Unite. Qui ha persino portato con sé i suoi ragazzi per preparare da mangiare per l’ONU.

La delegazione tedesca ha fatto i complimenti a quella italiana per questa pizza straordinaria. “Nino, mi sa che è la prima volta che la Germania fa un complimento all’Italia”, ha commentato candidamente Lorenzo.

Nino Acampora

Come un secondo papà

Lorenzo viene chiamato in causa direttamente da Nino durante il suo discorso tra i tavoli. Il ragazzo gli corre incontro e lo abbraccia forte, lo considera come un secondo padre.

Prima di incontrare PizzAut, questo giovane ha trascorso quattro anni in un centro, perlopiù a fare lavoretti con la ceramica, seduto. La conseguenza è stata l’autolesionismo.

Ha fatto un tirocinio di due anni con Nino ed è stato assunto full time a tempo indeterminato: così con PizzAut è rinato.

Prende il microfono Edoardo, detto “Il collezionista, per via della sua passione legata ai modellini dei Transformers. “Con i primi soldi del lavoro mi sono regalato il biglietto del cinema”, racconta, grato per le esperienze vissute con PizzAut, ad esempio nei paddock del Gran premio di Formula 1. “Forse andremo a Disneyland Paris”, non vede l’ora.

Nino Acampora

Nei locali di PizzAut è possibile comprare una serie di gadget, dalla sciarpa al cuscino, fino al libro “Vietato calpestare i sogni“.

Acampora si siede in un angolo del Ristorante, vicino all’uscita. Firma le copie del volume e si mette a disposizione per chiacchiere e fotografie. I ragazzi sistemano i tavoli per il prossimo pasto.

Dentro e fuori ci sono alcune grandi bilance pesa-persone ma non funzionano: “Sei bellissima/o indipendente dal tuo peso”, è la spiegazione.

Le bilance dell’inclusione di PizzAut